U ‘Ncuontru
I riti della Settimana Santa culminano
con l’incontro tra Gesù e Maria. Tale rappresentazione conclude, in modo
trionfale, la lunga sequenza narrativa che vede Cristo morire e
resuscitare, così come "muore" e "rinasce", ogni anno, la natura e quindi
la stagione agraria. Il rito pasquale viene perciò caricato di una arcaica
valenza rigeneratrice: la natura ha bisogno di nuova energia per passare
dalla "morte", l’inverno, in cui conclude il suo ciclo, alla "vita", la
primavera, in cui essa rinasce. Secondo la tradizione magico-religiosa
popolare è, quindi, attraverso la rappresentazione simbolica della morte e
resurrezione di Gesù Cristo che si assicura la rigenerazione periodica
dell’anno. La Domenica di Pasqua, le vie e le piazze di Petralia Sottana,
nella mattinata, diventano così teatro di una interessante processione. I
simulacri del Cristo e della Madonna vengono condotti per le vie e fatti
incontrare in un punto prestabilito: è questo U ’Ncuontru (l’incontro).
Nella tarda mattinata, tutta la popolazione si raduna nella Chiesa Madre
per assistere alla celebrazione della Messa e preparare le due statue che
saranno protagoniste dell’incontro: Gesù Cristo risorto e l’Addolorata. Il
simulacro del Cristo porta, nella mano sinistra, una palma decorata con
numerosi fiori e, in quella destra, il vessillo della resurrezione; quest’ultimo,
di colore rosso, è ornato con del filo giallo-oro; l’Addolorata, invece, è
interamente ricoperta con un mantello nero, emblematico simbolo di lutto e
di dolore. La processione inizia al termine della Messa. La statua del
Cristo morto e dell’Addolorata non partono da punti diversi del paese,
come succede in tanti altri luoghi della Sicilia, ma insieme, dalla Chiesa
Madre. Subito dopo, però, imboccano vie distinte e seguono due percorsi
processionali del tutto differenti. Al rito partecipano tutte le
confraternite della cittadina, le quali si distinguono per i rispettivi
stendardi e per il diverso colore delle tuniche indossate dai confrati.
L’incontro, decisamente il momento più suggestivo dell’intera
rappresentazione, avviene nella piazza antistante al Collegio di Maria.
Nel momento in cui l’attesa si fa più fremente la statua del Cristo
Risorto, portata in spalla dagli aderenti alla Confraternita del SS.
Sacramento, la più antica di Petralia (1590), e la statua dell’addolorata,
condotta dagli appartenenti alla confraternita del Rosario, si preparano
all’incontro. A mezzogiorno in punto, tra il fragore provocato dallo sparo
dei mortaretti, le marce intonate dalla banda musicale e le voci di gioia
dei fedeli, le statue del Cristo risorto e della Madonna, come già detto
provenienti da vie diverse, si dirigono l’una verso l’altra di corsa. Poi,
nell’attimo in cui avviene l’incontro, alla Madonna viene lasciato cadere
il mantello nero mostrando, così, la veste azzurra, colore che simboleggia
la gioia. Dopo una settimana di riti svoltisi nel segno del silenzio e
della penitenza, esplode così una immensa gioia manifestata con "botti",
voci, colori, suoni. Intanto i simulacri del Cristo e della Madonna si
scambiano un lungo inchino e subito dopo, insieme e uno rivolto verso
l’altro in modo da potersi guardare, percorrono il corso principale del
paese e rientrano nella Chiesa Madre.
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